mercoledì 8 dicembre 2010

Piove sul bosco bagnato...

Da giorni nella mia valle cade incessantemente la pioggia.
Un sostenuto vento di libeccio, che noi qui per semplicità, come tutti i venti caldi, chiamiamo scirocco, ha strappato le ultime foglie agli alberi.
Nonostante la pioggia, ho deciso di andare a dare un'occhiata al bosco.
La montagna è coperta da una nube bassa di pioviggine che si dirada e ricompatta.
La prateria che sto attraversando è un acquitrino, la neve, sciogliendosi, alimenta piccoli ruscelli che si gettano in ruscelli più grossi e finiscono nel fiume Limentra, il quale, in questi giorni, è piuttosto nervoso.
Il vento nella prateria corre senza l'ostacolo degli alberi e soffia teso e forte, riesce a darmi qualche sberla che devia leggermente la mia direzione.
Senza alberi il vento, anche se forte, è meno rumoroso e ti coglie di sorpresa. Quando raggiungo il bosco, il vento riacquista la propria voce ed emette un rombo cupo passando tra i rami di faggio privi di foglie.
La montagna è uno scivolo di fango, foglie e neve. Decido comunque di salire.
L'unico vantaggio è che in queste condizioni il passo è estremamente silenzioso, niente crepitio di foglie secche sotto gli scarponi.
Lo svantaggio è che spesso devo aggrapparmi agli alberi per salire.
Raggiungo il punto che mi ero prefissato ed osservo con calma. La neve si scioglie fumando, ci sono quattordici gradi. La nebbia fatta di pioviggine sale veloce, mi avvolge ed altrettanto velocemente di dirada.
Penso che gli animali saranno al riparo da condizioni così avverse.
Riprende la pioggia e decido di muovermi lungo il crinale.
Dopo una mezz'ora di cammino non avverto più il vento. Sono arrivato in un luogo riparato, quindi sono vicino agli abitanti del bosco.
La mia intuizione è giusta: un branco di cinghiali si è accampato in una piana e si ciba di quello che trova.
Quando sono tranquilli i cinghiali emettono costantemente grugniti a frequenze basse, quasi a comunicare la propria posizione e che è tutto sotto controllo. In caso di allarme gli adulti emettono un grugnito più acuto e danno il via allo spostamento rapido.
Mi lasciano scattare molte foto, sembrano più interessati a rifornirsi di cibo che alla mia presenza.
I miei click sono accompagnati dal loro grugnito continuo, basso e profondo (devo dire che è un suono rilassante...).
Poco sotto, una cerva zuppa d'acqua avverte i click della mia reflex e si mette in ascolto.

La discesa sarà un downhill impossibile, torno nella prateria con qualche graffio e un livido...


Le foto sono annebbiate, perchè c'era la nebbia...
Una bella scrollata...
Canon 50d - 400mm L USM - 1/80 s - Iso 1600

..e si rimette in cammino un pò arruffato
Canon 50d - 400mm L USM - 1/80 s - Iso 1600
                              

Anche lei credo ne abbia abbastanza di pioggia
Canon 50d - 400mm L USM - 1/80 s - Iso 1600

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