domenica 6 marzo 2011

Marlene Kuntz, neve e mare

Ieri sera, un paio d'ore prima del tramonto, stavo arrancando verso la meta stabilita con me stesso, niente ciaspole purtroppo, ogni passo sprofondavo nella neve alta mezzo metro.
La temperatura appena sopra lo zero, calma piatta, solo cinguettio di qualche cincia e capinera.
Orme fresche di ungulati che hanno scavato nella neve alla ricerca dell'erba da brucare.
Il sole pallidissimo illuminava il bosco con una luce molto tenue, toni celesti e gialli.
Un'atmosfera da paesaggio scandinavo.
Davanti a me, lungo il sentiero. due alberi di acacia che, a causa del peso della neve, si sono piegati, formando due archi che sembrano un paio d'occhiali.
Passo attraverso una delle due 'lenti'.
Il mio piede tocca l'innesco di una trappola naturale, sento un sibilo, il dorso della mano brucia.
L'acacia piegata si è liberata dal terreno, raddrizzandosi come una catapulta, sfiorandomi la mano, un taglietto di un centimetro..
Lascio sulla neve tre gocce di sangue che potrei utilizzare come le briciole di Pollicino per il ritorno.
Mi fermo in mezzo ad un campo bianchissimo, riesco a fotografare qualche capriolo che si sta nutrendo di quello che trova.
Mentre faticavo lungo la salita mi chiedevo perchè lo facevo.
Non ne avevo avuto abbastanza di neve, di svegliarmi per una settimana intera all'alba per spalare quella caduta la notte precedente?

E' una settimana che ascolto e riascolto i Marlene Kuntz, gruppo rock italiano che cura molto i propri testi e la propria musica.
Hanno riarrangiato canzoni famose e splendide.
Tra queste una cover de 'La libertà' di Giorgio Gaber.
Mentre salivo pensavo alla prima strofa della canzone (si trova a questo link ) nella quale mi ritrovo.
La riflessione che portava Gaber era che nemmeno nella natura l'uomo trova la libertà se non la condivide, se la vive da solo e non la partecipa.
Forse cerco un pizzico di libertà nello starmene da solo in mezzo alla natura, ma poi sento il bisogno di condividerla con qualcuno e allora fotografo e poi pubblico qui qualche foto.
Sarà così, Gaber aveva visto giusto.

Ho scaricato le foto dalla macchina fotografica ed ho pensato che avevo bisogno di sole e di un pò di calore e di colori.
L'inverno comincia ad essere pesante.
La Versilia oggi era tiepida ed accogliente.
Gli alberi di mimosa fioriti, gli ulivi verdissimi nel sole, quindici gradi e profumo di mare.
In autostrada ho superato molte auto dirette verso il carnevale di Viareggio: molti bambini a bordo già vestiti per l'occasione rendevano il viaggio divertente.
Ho visto molte orecchie di Topolino e molti adulti vestiti da gattoni, panteroni ed altri strani animali sovrappeso.
Ho superato un'auto guidata da una coppia perfettamente vestita da personaggi di Avatar: impressionante.

Attendo il tramonto sul mare appoggiato ad una barchetta pronta per la stagione estiva.

Davvero, in fondo, nelle piccole cose, si trova molto.

Alla ricerca di cibo


Alla ricerca di cibo...


Tramonto appenninico : 1 grado C°

Tramonto in Versilia 24 ore dopo: 15 C° (Iphone)


Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un'avventura,
sempre libero e vitale, fa l'amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.


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