martedì 26 aprile 2011

Cervo in velluto

Vento, calma, silenzio, leggerezza, istinto.
Non serve altro per incontrare ed osservare un animale così prudente e sospettoso come il cervo.
Eventualmente, è utile la collaborazione del bestione...

Prima del tramonto salgo lentamente il campo incolto che mi separa da un luogo 'frequentato'.
Il vento è quasi assente, ad ogni modo arriva da ovest, quindi perfetto, mi soffia in faccia, non sarò annusato facilmente.
Tra me ed un'altro campo un bosco di querce.
E' tra i tronchi di questi vecchi alberi che vedo muoversi il grosso sedere di un cervo, sta brucando a circa ottanta metri da me, in un campo oltre quel bosco.
Battito cardiaco che aumenta, adrenalina che sale.
Mi fermo: in ginocchio preparo il teleobiettivo, monto il treppiede, click del blocco.
Controllo due volte le impostazioni della macchina: non so quanti scatti ho perso per via di una scorretta scelta di funzioni.

Scelgo un percorso che spero sia la via migliore per potermi avvicinare e mi muovo.

Lui bruca avido l'erba grassa di questi giorni.




Proseguo con estrema calma, devo superare dieci metri di bosco, mi abbasserò per superare un ostacolo rappresentato da un vecchio tronco spezzato dalla neve ed utilizzerò quello stesso tronco come sagoma da tenere alle mie spalle: mi aiuterà a confondermi con l'ambiente circostante.
Ogni passo premo con delicatezza i piedi per evitare il classico 'crac' di rametto secco che si spezza nel silenzio.

                                         

Sono sul posto: mi inginocchio e da una buona posizione posso scattare con calma. 
L'albero spezzato alle mie spalle è una sagoma che mi nasconde discretamente.
Maschio splendido, palco simmetrico, forse deve ancora aumentare peso se vuole conquistare il suo harem.
Ogni scatto rende l'animale irrequieto, evito le raffiche e lo lascio mangiare in pace.
Intorno a noi cinguettio costante, fortunatamente nessuna ghiandaia allarmata, i primi grilli si fanno sentire.
E' quasi buio, è nuvoloso ed i tempi di scatto sono ormai davvero pessimi.
La luce è cambiata mille volte, rendendo l'incontro piuttosto complicato...

Si allontana lentamente, si volta, annusa l'aria, stacca qualche germoglio dagli alberi vicini.
Ha uno sguardo fiero.









2 commenti:

Christof ha detto...

Hi Fabrizio! Wonderful blog and stories - though I can only understand Google's translation of it ;-) But I enjoy your pictures! Keep on the great work! Christof

Marco Carbocci ha detto...

"Battito cardiaco che aumenta, adrenalina che sale." Dici ? Sapessi quanto avrei voluto esserci ! Eppure, un po', c'ero anch'io, poiché anche il tuo testo è una meraviglia : mi dava da vedere, da sentire, da sperare... con un pizzico di suspense.