mercoledì 13 aprile 2011

Nella notte...

Basta fermarsi a guardare il cielo di una notte stellata per ritrovare un'attimo di pace.
Conosco due o tre costellazioni, dove si trova la stella polare e poco altro.
Mi basta alzare il naso e vedere che le luci sono tutte lì, splendenti, luccicanti.

Mi piace guardare le sagome degli alberi che si stagliano nel cielo illuminato dal sole.
Quando li individuo di giorno, prima o poi torno di notte sul posto, per fotografarli su uno sfondo di stelle.

Avendo la necessità di fare due passi in solitudine, nel silenzio rassicurante della notte, mi reco da un paio di alberi che mi avevano ispirato.
Piazzato il cavalletto, scatto con diversi tempi e diaframmi: in altre parole, faccio esperimenti senza troppa logica.
Sono in mezzo ad un campo coltivato ad erba medica, soffice e di giorno verdissimo.
Sono sdraiato per cercare la posizione di scatto ottimale (perchè l'angolo di scatto migliore è sempre quello più scomodo...).
Per dirla tutta, visti i tempi di posa lunghi, stavo per addormentarmi su quell'erba così morbida.

La calma apparente è durata poco.
Avverto intorno a me un calpestio leggero, accompagnato da un respiro affannato.
Non riesco a capire esattamente da che direzione sta arrivando, ma è vicino.
Si muove velocemente, si ferma e riprende a muoversi.
Cerco istintivamente con la mano il mio coltello.
La presenza non identificata è a circa cinque o sei metri, adesso si è fermata.
Candidati possibili: volpe, istrice o tasso. Escluderei animali più grossi.
L'animale riprende il suo cammino, si allontana ed io riprendo a scattare.
Come se non bastasse, è la volta dell'ungulato: il passo questa volta è pesante, non vorrei essere travolto da un cervo al trotto.
Fortunatamente il bestione si allontana per altra direzione.
Torna la calma e con essa il silenzio totale.
Scatto ancora.
Infine decido di andare a controllare l'identità rimasta misteriosa.

Vado verso il punto in cui ho sentito andarsene il soggetto notturno ed accendo la torcia alogena: in lontananza un muso triangolare, bianco e nero, è ancora lì, credo sia incuriosito dalla mia presenza.
Un tasso, bello grasso, coda tozza, in ottima forma.
I suoi occhi luccicano nella notte, illuminati dalla torcia.
Lo saluto, dicono che il mustelide, se irritato, non sia soggetto simpatico.
E' quasi mezzanotte, attraverso nuovamente il campo di erba medica, senza fretta: la notte è tiepida e serena.






1 commento:

Martina Egli ha detto...

Stunning! I love your night shots, all the stars seem to glow. Composition and lighting is excellent in all of them. I particularly like the last image, I think it works very well in black and white.