lunedì 4 aprile 2011

Tramonto infuocato

Il bosco è parte di me.
A volte penso a quanto tempo ho passato con mio padre al lago di Suviana, nei boschi a cercare funghi o stanghe di cervo, a innestare insignificanti rovi di bosco che si trasformavano in splendide rose una volta trapiantate in giardino. 
Molti dei sentieri che percorro li conosco da anni e li conosco a memoria, in un certo senso ne sono geloso, li sento miei.

Molti si chiedono come faccia ad avere tempo per dedicarmi alla fotografia.
Una frase tipica è quella nella quale mi si chiede se non abbia nulla da fare.
Non ho molto tempo, due o tre ore, forse, alla settimana. 
Cerco di sfruttarle al meglio, guardo le previsioni meteo, conosco abbastanza bene le abitudini degli animali, dove si nutrono e quando lo fanno, i luoghi che frequentano: mio padre mi ha insegnato ad osservare.
Agisco di conseguenza e raramente esco e scelgo casualmente un luogo da visitare.  

Da una settimana assaporavo l'idea di sdraiarmi scaldato dagli ultimi raggi del sole in un luogo che concede un panorama spettacolare sulle cime più alte dell'appennino tosco emiliano, Corno alle Scale e Cimone.
E così è stato: ho atteso l'uscita di un branchetto di caprioli dal bosco (sapevo esattamente dove sarebbero usciti) li ho fotografati e nel frattempo mi sono goduto un tramonto unico.

Me ne sono andato col buio. 




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