venerdì 6 maggio 2011

Il capriolo curioso

Il coraggio ogni tanto si mescola con l'incoscienza e a volte è vero anche il contrario.
L'esperienza può rendere prudenti e nel mondo animale allunga la vita.
Nel mondo degli uomini a volte nemmeno l'esperienza serve ad evitare i pericoli perchè ci si mette di mezzo l'orgoglio, ma questa è un'altra storia...

Un'ora e sarà buio.
Sono distratto dai miei pensieri e salgo la collinetta senza prestare attenzione a niente.
A tracolla il necessario per fotografare.
A sorpresa, a trenta metri sopra di me un capriolo mi osserva.


Mi butto in terra, ma lui è ormai sul chi va là e con un paio di scrocchi (il tipico 'abbaio' del capriolo) mette in allarme il bosco.
Ok , per stasera posso anche tornare indietro.
Rimango con la faccia nell'erba, immobile e rido della mia indole distratta che ogni tanto prende il sopravvento.
Alzo lo sguardo, lui è ancora lì.

Con la lentezza di un bradipo preparo l'attrezzatura e mi metto in attesa delle sue mosse.
Non se ne va, anzi, ricomincia a brucare e scopro che non è solo.
Comincio a fotografare.
I due, un giovane ancora in velluto ed uno più anziano, si avvicinano incuriositi dai miei click.
Il vento è totalmente assente, non si muove una foglia.
Sono sorpreso da quanto si avvicina il più giovane: incosciente o coraggioso?
Il più anziano si mantiene a debita distanza e si lascia sempre pronta una via di fuga.
Per come la vedo io il più giovane non è nè incosciente nè coraggioso, ma piuttosto è curioso.
Mi gira intorno, cerca il vento per annusarmi, ma niente da fare, rimango una sagoma tra l'erba non identificata.





Mi circonda al piccolo trotto, salta sulle quattro zampe, si allontana, si avvicina.
La cosa incredibile è che non è spaventato, si mette anche a brucare...



       








Il tele Canon 400mm ha un selettore per ottimizzare la velocità di messa a fuoco.
Generalmente è impostato per mettere a fuoco soggetti lontani almeno 8.5 metri: in questo modo i  tempi di risposta dell'autofocus sono fulminei. Sono costretto ad impostare il selettore per soggetti a distanza inferiore di 8.5 metri: il capriolo è talmente vicino che fatico a tenerlo a fuoco, poco ci manca che mi assaggi per capire cosa sono.














La danza del giovane prosegue per molto tempo ed io sono sempre immobile: ho una gamba addormentata, le spalle bollenti per la fatica di mantenere una posizione innaturale e non è nemmeno troppo caldo, ho fame e sono stanco, ma ne vale la pena perchè la scena è divertente ed insolita.
Il capriolo adulto continua ad osservare con sospetto la mia sagoma e si mantiene sempre a distanza, in secondo piano.





Il giovane ha ancora molto da imparare: se fossi stato un predatore, non avrebbe avuto scampo.
Questi due sono stati uno spasso, si meritano tutte le foto che vogliono.
Appena riesco li vado a cercare ed ultimamente ho notato che la lanuggine invernale è quasi completamente sparita, lasciando intravedere il colore rossiccio del manto estivo.

Mi chiedo perchè restare sdraiato per un'ora in mezzo all'erba umida, tra gli insetti (per non parlare delle zecche...), a riempirmi di lividi e graffi per rubare qualche foto a questi soggetti che conosco ormai a memoria.
Non mi rispondo mai con grande filosofia: mi piace, è bello e ogni tanto questi folletti mi strappano un sorriso.

3 commenti:

Marco Carbocci ha detto...

Le immagini sono davvero splendide: non si sa se bisogna ringraziarti... o ringraziare l'inconscio che ha suscitato il gioco. Sono sempre tanto sensibile al testo che accompagna le tue immagini e che ci rende quasi attore della scena. Mi è capitato una situazione similare in Canada: due castori, curiosi della mia presenza, nuotavano sul fiume avvicinandosi sempre di più, e in modo molto sconsiderato, alla mia postazione. Ero sdraiato nell'erba umida sull'argine, vietandomi ogni movimento. Il gioco duro un oretta. Beh ! Una differenza c’era pero con la tua situazione : stavo cercando legno per il fuoco e avevo quindi lasciato la mia attrezzatura fotografica al mio accampamento.

Fabrizio Rosano ha detto...

Ciao Marco, grazie!!

Beh, meglio il ricordo della scena alla luce del fuoco o meglio avere le foto, ma rimanere al freddo?
Meglio la prima!

Ciao!!

Ryan Sexton ha detto...

Great shots, the baby is so cute.