domenica 29 maggio 2011

Il sogno della formica

La formica ribelle si era stancata di fare tutti i giorni, dalla mattina alla sera, la stessa identica cosa.
Non ne voleva più sapere di portare pesi enormi, scambiare una parola rapida con le altre operaie senza nemmeno fermarsi.
Quello che proprio non sopportava era che nessuno le aveva spiegato il perchè di tutta quella fatica.
Certo, la storia della Cicala girava da un pezzo tra le formiche e si era quasi convinta che la Cicala era davvero solo una sprovveduta.
La formica voleva vedere oltre, capire da sola cosa c'era al di là della scia che la portava sicura al formicaio.
Lasciato cadere il pesante chicco di riso recuperato dopo un matrimonio tenuto lì vicino, si allontanò incurante delle grida di disprezzo delle sue simili.
Dopo ore di cammino, si trovò di fronte un bellissimo fiore, un Iris.
Lo risalì lentamente, le sembrò una scalata infinita, ma voleva vedere com'è il mondo da lassù.
Arrivata in cima, stanchissima per la grande fatica, vide colori splendidi e sentì un profumo inebriante.
Si appoggiò ai petali e di fronte a tanta bellezza si addormentò.

Non saprei cosa stava sognando, stava per piovere, il cielo era nero e il vento soffiava forte.
Mi sono avvicinato silenziosamente, non volevo svegliare la formica ed ho scattato una foto a qualcuno che stava sognando...

5 commenti:

Giovanni ha detto...

bella bella bella... anzi Bellissima!

giovanni ha detto...

concordo con il pensiero dell'omonimo di cui sopra :-)

Misty ha detto...

bella la foto.. ma ancor più bello è il breve racconto :)

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie a tutti!

Nirvana ha detto...

Bravissimo, meraviglioso microcosmo, ciao