domenica 1 maggio 2011

Trio di cervi con fotografo in mutande

Al tramonto escono dal fitto del bosco.
Vanno matti per l'erba fresca di questi giorni.

Appena rientrato dal lavoro mi sono cambiato rapidamente, non ho badato molto all'abbigliamento.
Treppiede e teleobiettivo, nient'altro con me.
La probabilità che il posto che andrò ad osservare sia in quel momento visitata da qualche selvatico è molto bassa, ma non m'importa, in fondo è anche una scusa per respirare un pò d'aria fresca.

La serata è giusta (ed anche il posto): tre giovani cervi in velluto stanno brucando a duecento metri da dove mi trovo.
Percorro quasi a gattoni una vecchia mulattiera portandomi di fronte a loro a circa cento metri e decido che è ora di deviare verso la prateria.
Non ho scelta: devo strisciare come una biscia per non essere visto.
A dire il vero ci penso due volte, l'idea non mi esalta, troppi rami e sassi, ma non ci sono scelte.
Procedo.
Per i primi cinque metri fila tutto liscio e la mia imitazione della biscia funziona a meraviglia.
Poi un rametto si incastra nel bordo dei pantaloni mentre spingo con gli scarponi e rimango in mutande.
La scena non è esaltante, ma nessuno sembra accorgersene, nemmeno i cervi.
Priorità alla mia dignità: pantaloni sistemati e avanzo altri dieci metri.
Piazzo il cavalletto e scatto molte foto, godendomi la scena di questi splendidi animali che si inseguono si rincorrono, ma soprattutto mangiano...







2 commenti:

Stefano ha detto...

Ci stai solleticando l'appetito con queste foto...
Quand'e' che fai il live-blogging dei tuoi sopralluoghi ?
e quando ti mangi gli insetti schifosi come fanno in tv?

Ciao!

Fabrizio Rosano ha detto...

Ah ah!! Ci sono certi bruchi grassottelli che stuzzicano l'appetito!!
Ciao!