giovedì 30 giugno 2011

Il lampo

In alta montagna mi è capitato un paio di volte di essere raggiunto ed immerso in una nuvola carica di elettricità.
La prima volta le cose andarono per il verso giusto: non era un nube temporalesca.
La seconda esperienza è stata terrificante.
Ricordo che la croce metallica, posta sul punto più alto della montagna, emetteva un fortissimo ronzio dovuto all'elettricità nell'aria che stava crescendo. 
Intorno a quota tremila, la nuvola temporalesca ci raggiunse rapidamente e iniziò a piovere.
I tuoni, prima lontani, si facevano sempre più vicini mentre in gruppo stavamo scendendo il più rapidamente possibile.
Ho un ricordo preciso delle sensazioni fisiche che provai nel momento in cui un fulmine si scaricò a pochi metri da noi: il sapore metallico in bocca e nell'istante della scarica elettrica e del simultaneo boato (una luce accecante seguita da una cannonata nelle orecchie) avvertimmo tutti un colpo in testa, come se chi stava dietro avesse tirato un sasso in testa a chi lo precedeva.
E' stato come essere attraversati da un'onda invisibile. 
La sera le facce erano tirate e nessuno riusciva a prendere sonno... 

Ieri notte le nostre montagne sono state attraversate da una serie di temporali con un'attività elettrica incredibile.
Il cielo era continuamente illuminato ed enormi graffi di luce dipingevano il buio.
Tuoni e lampi ovunque: la serata ideale per tentare di fotografare i fulmini.
Esco quando ormai avevo deciso di andare a dormire, pioggia leggera, scelgo un punto panoramico ed il sonno passa in un momento.
Ammirare uno spettacolo simile è esaltante, impressionante, spaventoso, energetico.
Il sonno mi è passato quando ho preso anche la grandine, ma ciò che ho visto è stato davvero maestoso. 


                                                                 Il Lampo di Giovanni Pascoli

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s'apri si chiuse, nella notte nera.








16 commenti:

Elettra ha detto...

foto eccezionali!!!!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Elettra!!

Eccoci qui... ha detto...

Un post bellissimo ed elettrizzante. Trovarsi in montagna con il brutto tempo è veramente terrificante, ho avuto qualche esperienza. La prudenza in questi casi non è mai troppa. Ciao!

NR | ExPla.net ha detto...

nice one Fabrizio!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie a tutti, thanks all!!

Giovanni ha detto...

C'ero anch'io con te quella volta... e ci ripenso ogni volta che il cielo si riempie di fulmini... come nelle tue foto!
Ti ricordi stesi per terra sulla roccia per non fare "punte" e aspettare che un po' passasse?
che paura!

bye

Marco Carbocci ha detto...

Queste immagini sono sontuosi, Fabrizio. Rimango senza voce. Bella e sufficiente la voce del Pascoli.

Fabrizio Rosano ha detto...

@Giovanni: ricordi bene, vero...?!

@Marco: grazie Marco! Pascoli in pochissime parole riusciva a trasmettere emozioni e descrivere scenari come pochi..

album foto ha detto...

Davvero bellissime queste foto!

Misty ha detto...

Fantasticheeeeeee!!!

Per fortuna finora i temporali ad alta quota sono riuscita a schivarli.
Solo tre volte ci sono andata vicina e il soffio della tempesta che avanzava dietro di me è una cosa che non scorderò mai.

Il problema è che molti sottovalutano questo pericolo, ho visto intere famiglie partire per un'escursione con il cielo nero pece, brontolii e temporali imminenti. Incoscenti!!! Un conto è beccarselo all'improvvisoro (e in montagna sai già che c'è questo rischio), ma andare a mettere il sedere delle pedate no...

Andrei Barbu ha detto...

Beautiful series, amazing captures!!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie a tutti! Thanks all!

dorli ha detto...

testo e foto notevoli :)

Fabrizio Rosano ha detto...

Ciao Dorli, grazie!!

enzo stanzione ha detto...

Spettacolari!! Bravissimo.

Everest ha detto...

Meraviglia!