venerdì 10 febbraio 2012

Mille paesaggi imbiancati

La temperatura esterna è di diversi gradi sotto lo zero, non saprei quanti, ma i chicchi di neve si fermano sulle ciglia senza sciogliersi. 
Sensazione strana: i muscoli sono bollenti, ma la neve al contatto con la parte scoperta del viso non si scioglie.
A dire il vero non dovrei nemmeno esser fuori a spalare, il mal di gola è ancora lì, ma se lascio che passi la notte, mi ritroverò troppa neve da spostare in una volta.
Così, mentre la bufera soffia, la pala lavora regolare ed il silenzio irreale mi avvolge...penso.
Sono i ricordi a vincere su tutto, quando a dieci, dodici anni mi trovavo da solo, in attesa dei miei che tornassero dal lavoro, a fare la stessa cosa: togliere neve per far trovare pulita la strada di casa.
Mio padre guidava per giorni interi un vecchio trattore Same per la pulizia delle strade: era senza riscaldamento, mezzo agricolo adattato allo scopo, scoperto nella parte posteriore, brutto, ma efficace.
Se ne andava fuori con un collega, nel cuore della notte, sotto la bufera, a liberare le strade di montagna sopra ad un mezzo tremendamente scomodo e gelido.
Erano imbacuccati talmente tanto che sembravano orsi polari.
Aspettavo il suo ritorno per farmi raccontare qualche storia.
Una su tutte la mia preferita: l'accoglienza degli abitanti delle nostre frazioni più isolate che accendevano la luce di casa per farli entrare al caldo, a qualsiasi ora.
Si sentivano liberati, offrivano di tutto, tigelle calde, brodo, tortellini, ovviamente vino della casa...

Continuo a togliere la neve, passano veloci gli spartineve moderni...riscaldati: mi vedono, rallentano per un saluto e proseguono.
Non so quanti metri cubi di neve ho spostato, ma per oggi può bastare.

Fotografo le gocce di condensa sulla finestra: riflettono il paesaggio esterno, candido e silenzioso, magico, terribile, incantevole, affascinante.


7 commenti:

Anonimo ha detto...

che piacevole regolarità delle gocce.
Vedi che anche se non sono tutte in fila c'e' una disarmonia accettabile ... in questo mondo.

GiuseppinaP

Anonimo ha detto...

wow!!! bellissima!!!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

giovanni ha detto...

a tratti ricorda il mio che guidava pure lui un same. gia' il Same... quante ustioni alpiede dx quando salivo scalzo; proprio vicino alla pedana passava il tubo di scappamento rovente. grazie fabrizio mi hai fatto ricordare un bel momento da bocia ;)

GioTama ha detto...

Anche se con un po' di ritardo AUGURI al frande Fotografo Ross!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Giovanni!!!

Enzo stanzione ha detto...

Bel racconto, carico di ricordi e fascino. Naturalmente bella anche la foro. Ciao. Enzo