venerdì 18 maggio 2012

La primavera in velluto

Dietro ad una finestra di un triste hotel milanese (dovrei scrivere su tripadvisor che il ristorante è pessimo...), vista tangenziale, vista periferia, vista palazzo dedicato ad una nota azienda produttrice di condizionatori, vista fast food etc etc etc guardavo uno strano tramonto cittadino.
La luce non era male, le nuvole erano pittoresche e lo sfondo delle alpi imbiancate da una nevicata fuori stagione rendevano il tutto a suo modo affascinante.
Ho chiuso le pesanti tende gialle di dubbio gusto e non ho più guardato fuori: i palazzi tra me e le montagne mi intristivano, un montanaro non sopporta certe intrusioni.

Tornato a casa il comitato di accoglienza degli erbivori di grossa taglia mi ha fatto una sorpresa: un giovane daino in compagnia di due cervi davvero grossi stava brucando nei campi di grano vicino casa.
Ho appoggiato la valigia, imbracciato il tele e mi sono tuffato nell'erba alta, strisciando fino a che non li ho raggiunti.
Uno strano terzetto: il velluto sui palchi rende i cervi ancora più eleganti e vanitosi.
Il daino, con un palco appena accennato invece risultava piuttosto buffo..




1 commento:

Claudio ha detto...

Ciao Fabrizio
sono sempre molto belle le tue fotografie e molto bello anche il posto in cui vivi.
E' li il paradiso terrestre?
Io abito nel milanese che hai visto...
a pochi chilometri dal Parco del Ticino...Parco si fa per dire!