sabato 15 settembre 2012

Il lupo nero e la sua compagna

Mi sveglio due ore prima dell'alba.
E' buio pesto, l'aria è frizzante, pulita e calma.
Dai boschi si leva il bramito dei cervi: è settembre del resto..
La colazione è rapida: un caffè caldo profuma il risveglio e la cioccolata addolcisce la bocca.
Esco con l'attrezzatura fotografica, le batterie della 50d sono cariche, 400mm pronto, io dormo in piedi..
Dopo una mezz'ora di cammino il sole è ancora dietro le montagne, è quasi freddo a mille metri...
Il prato è bagnato dall'umidità della notte, tanto meglio...i miei passi sono silenziosi, almeno i cervi non mi sentiranno camminare (almeno voglio illudermi).
Mi dirigo sulla sommità di un dirupo che conosco da tempo: da lì c'è una buona visuale su una zona dove i cervi spesso si riuniscono per contendersi le femmine.
I bramiti questa mattina sono potenti, risuonano lungo il canalone che è sotto di me, corrono lungo le pareti del dirupo, rimbalzano sugli alberi e si infrangono sulla montagna di fronte: l'eco del bramito è quasi più impressionante del bramito stesso.
I cervi ruggiscono nel bosco, sento distintamente le legnate di un duello, ma niente, non escono dalla selva.
Mi sposto più avanti e noto a terra escrementi freschi: sono indubbiamente di lupo. 
Mi sento un pò cacciatore pellerossa e tocco la cacca fresca, la annuso, la studio e vedo le setole della preda mangiata dal lupo, altri strani pallini neri e poi ovviamente...l'odore, direi 'pungente'.
L'oggetto dei miei studi è ancora umido, 'davvero fresco' penso.
Mi siedo ad adeguata distanza dalla cacca ed osservo la macchia di fronte a me: querce, ginepri, erba alta e...una macchia nera si sposta rapida sotto di me.
Saranno cinquanta metri in linea d'aria, non è un cervo, non è un daino, quella schiena nera è di un lupo.
Il lupo nero, avvistato dalle nostre parti da altri amici fotografi, a volte fotografato al volo, a volte foto mosse, misteriose, affascinanti, bellissime: io non l'avevo mai visto.
Anzi, non avevo mai visto un lupo nel suo ambiente naturale, in libertà.
Sono emozionato, non oso muovermi per piazzare il cavalletto e fare rumore, vado a mano libera e spero in bene, la luce è davvero scarsa, ma almeno il vento è a mio favore.
Mentre tento di mettere a fuoco, noto che il cuore mi batte lentamente: non dovrei essere emozionato?
Si, lo sono, è la mano che trema, non trova nemmeno il pulsante di scatto ed il lupo si sta allontanando.
Finalmente il cervello rimette in ordine i movimenti, il lupo è a fuoco e scatto a raffica.

Con grande sorpresa si ferma e si volta verso di me: mi fissa, distolgo l'occhio dal mirino e lo guardo.
Un'emozione unica, respiro fermo, sono incredulo.
Il lupo nero sparisce nella macchia..sembra galleggiare sull'erba, ha un passo elegante e leggero, assolutamente silenzioso.
Non è finita, poco più in alto una sagoma grigia si muove elegante: è la femmina, la compagna del lupo nero.
Si concede all'obiettivo perchè credo incuriosita dal rumore degli scatti tra i cespugli di fronte a lei.
Sono passati pochi minuti, il bramito prosegue potente, la prima luce del sole illumina la punta degli alberi, la coppia di lupi è sparita ed io sono in silenzio, incredulo, emozionato...

Mi alzo dalla scomodissima posizione in cui mi ero accucciato, bagnato ed infreddolito.
Sulla via del ritorno ripenso all'incontro, raro ed affascinante, allo sguardo di quei lupi, al dono che mi hanno fatto nel fermarsi un'attimo per guardarci negli occhi.







14 commenti:

Alberto Tovoli ha detto...

Complimenti Fabrizio, splendido incontro e avvincente racconto. Era scomparso dalla fine di dicembre dello scorso anno, poi più niente fino ad agosto, quando è ricomparso davanti alla fototrappola ed ora le tue belle foto, che testimoniano di una condizione fisica buona nonostante l'età veneranda. Lunga vita al lupo nero del Brasimone e ovviamente anche alla sua fedele compagna! E bravo Fabrizio!!

Paolo ha detto...

Bel colpo! E le foto non ti sono venute neanche mosse ;-)
Complimenti anche per la narrazione. E' sempre un gran piacere leggerti.

Fabrizio Rosano ha detto...

Ciao Paolo, grazie!
In tutto una trentina di scatti, molti perfettamente identici (la lupa era immmobile) e tanti da scartare, troppo rumore o mosse..ma sai che ti dico..chi se ne frega stavolta della tecnica, un'emozione incredibile, che ancora mi dà i brividi

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Alberto!!
Non ho scritto questo: a distanza di qualche centinaio di metri ho sentito due ululati distinti, credi possa trattarsi di un branco di cui la coppia è parte?
Non ne ho fatto cenno perchè gli ululati si confondevano col ruggito del bramito ed era davvero difficile ascoltarli come si deve..
Ciao!

Alberto Tovoli ha detto...

Se ricordo bene tutti gli avvistamenti del passato, tranne i primi di Renato Fabbri di molti anni fa, non vedevano la presenza di altri individui, ma questo non esclude niente, chissà...

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Alberto! Continuerò lo studio...

StefanoFranceschetti ha detto...

Complimenti Fabrizio! Testo e foto molto avvincenti, un incontro unico ed emozionante. Già è difficile vedere/fotografare un lupo "normale" ...ma il nero è un essere davvero speciale!
La stessa coppia passava davanti alla nostra fototrappola la sera del 11.09 (due individui).
A presto e grazie per aver condiviso la tua magica mattina. Ciao
Stefano Franceschetti

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Stefano!
Davvero incredibile, magico...il passo del lupo, sembrava galleggiare sull'erba, elegante e silenzioso, lo sguardo attento e magnetico..

Ciao!

giovanni ha detto...

chapeau!

cuore a 1000!

A. Iannibelli ha detto...

Grazie Fabrizio,
è un vero piacere sapere che i nostri amici lupi scorrazzano tranquilli nei nostri Appennini ... altrettanto bello leggere l'emozionante racconto

In bocca al lupo
antonio iannibelli

PS
metti in agenda la festa del lupo
http://www.italianwildwolf.com/festa-del-lupo-2010/

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Giovanni!
Quando ci ripenso l'emozione è grandissima...
Ciao!

Fabrizio Rosano ha detto...

Grazie Antonio, emozione, incredulità, ancora adesso che ci ripenso...
Metto in agenda (ci siamo visti alla prima festa del lupo..)

Ciao!

Misty ha detto...

Spettacolare tutto.
Foto e racconto.
Io ho avuto la fortuna di vedere un lupo in primavera nei Monti Cantabrici, un'emozione davvero unica (anche se il mio animale totem per eccellenza è l'orso :D).

Detto questo ti consiglio di non toccare mai, se non con i guanti, le fatte dei carnivori: sono pericolose per via di alcuni batteri.

Fabrizio Rosano ha detto...

Ciao Misty!
Grazie! ...anche per il consiglio, ma l'avevo toccata con un rametto..è pur sempre cacca!