Il risveglio dei cervi
La notte era stata gelida, abbondantemente sotto lo zero per tutto il giorno.
Una nevicata leggera e farinosa aveva imbiancato il bosco.
Sono uscito prestissimo, assieme alle prime luci dell'alba, il freddo era pungente, ma aspettavo il sole.
Mentre salivo, la neve rendeva il passo silenzioso e leggero, perfetta armonia tra il mio passo ed il silenzio intorno.
Nessun umano nei paraggi, il momento che aspettavo da una settimana.
La neve più fresca, quella della sera precedente, ha cominciato a fumare con i primi raggi del sole ed un lievissimo tepore mi ha scaldato la schiena. Molto gradito, grazie sole.
Arrivo alla prima tappa: un luogo che visito sin da bambino, dove ho osservato moltissimi cervi e daini dormire tranquilli. Strano che decidano di ripararsi proprio lì, una conca gelida, ma protetta da sguardi indiscreti.
Quella mattina due cervi si stavano scaldando le ossa come me.
Fermi immobili sopra i letti di foglie preparati la sera precedente, se ne stavano tranquilli a godersi il lieve tepore del primo sole.
Godere assieme a loro della stessa sensazione di tepore, provare a svuotare i pensieri di ogni peso inutile e apprezzare la semplicità del momento.
I cervi che insegnano all'uomo come si dovrebbe vivere.
Ho proseguito la salita, pensando alla lezione.
Una nevicata leggera e farinosa aveva imbiancato il bosco.
Sono uscito prestissimo, assieme alle prime luci dell'alba, il freddo era pungente, ma aspettavo il sole.
Mentre salivo, la neve rendeva il passo silenzioso e leggero, perfetta armonia tra il mio passo ed il silenzio intorno.
Nessun umano nei paraggi, il momento che aspettavo da una settimana.
La neve più fresca, quella della sera precedente, ha cominciato a fumare con i primi raggi del sole ed un lievissimo tepore mi ha scaldato la schiena. Molto gradito, grazie sole.
Arrivo alla prima tappa: un luogo che visito sin da bambino, dove ho osservato moltissimi cervi e daini dormire tranquilli. Strano che decidano di ripararsi proprio lì, una conca gelida, ma protetta da sguardi indiscreti.
Quella mattina due cervi si stavano scaldando le ossa come me.
Fermi immobili sopra i letti di foglie preparati la sera precedente, se ne stavano tranquilli a godersi il lieve tepore del primo sole.
Godere assieme a loro della stessa sensazione di tepore, provare a svuotare i pensieri di ogni peso inutile e apprezzare la semplicità del momento.
I cervi che insegnano all'uomo come si dovrebbe vivere.
Ho proseguito la salita, pensando alla lezione.
Canon 50d - 400mm f5.6 L USM - iso 320 - 1/640sec

Commenti
Se non ti dispiace metto il link di questo tuo bel post nel mio Blog, proprio dove ho postato le foto delle stanghe ritrovate!!
Complimenti!!!!
http://quisullappennino.blogspot.com/2011/02/cervi-ma-allora-ci-siete.html
Ti chiedo una cosa: la stanga che hai trovato è forse sinistra, coronata a 3 punte (una è più lunga delle altre)e senza l'ago?
Te lo dico perchè nella nestra zona ho avvistato (l'ultima volta il 19.06.2010) un soggetto con una sola stanga. L'altra, per un problema allo stelo osseo non è cresciuta.
Lo scorso anno invece ha prodotto la stanga sinistra del tutto uguale a quella di quest'anno mentre a destra è cresciuta una stanga semplice puntuta (che ho trovato il 21.02.2010, il giorno dopo che un mio amico ga trovato la sinistra).
Una curiosità: il 19.06.2010 ho avvistato questo maschio "monostanga" in velluto insieme al soggetto che io ho trovato la coppia quest'anno e che tu hai splendidamente fotografato!
Appartiene ad un maschio sicuramente ben piazzato, speriamo superi 'la selezione'...
Ciao!
Pensavo a quale soggetto poteva appartenere... Ma riferito alla nostra zona non mi viene in mente nulla...
Riflettendo, direi che quello che vedo è più probabile essere il mediano e non l'ago.
Quando riusciamo te la farò vedere.
Ciao!