Cervi a colazione
Una buona colazione è molto importante.
A questa regola non mi sono mai sottratto, è parte di un rituale mattutino, una serie di gesti automatici indispensabili per svegliarsi ed uscire di casa senza aver dimenticato nulla.
Sembrerebbe che anche i cervi seguano questa regola ferrea e direi che hanno una preferenza per i cereali freschi.
Ne vanno ghiotti, con buona pace del contadino che non ha pensato di recintare i suoi campi coltivati.
Queste foto sono di fine aprile: mi ero svegliato prima che spuntasse il sole, per cercare di anticiparli.
Ricordo di aver scelto come nascondiglio un fosso e di aver scattato oltre quattrocento foto a questo splendido gruppo.
Mi piaceva il primo piano sfuocato del grano, non mi piaceva il fatto che, per non farmi individuare, sono rimasto un'ora immobile in una posizione scomodissima.
L'atmosfera che si respira prima dell'alba non è facile da descrivere se non la si vive.
Il buio che precede la luce del primo sole è silenzioso, si avverte una specie di tensione nell'aria: gli uccellini sembrano attendere con ansia il sole per cominciare le proprie attività.
E' un crescendo di canti e fischi e voli sempre più frequenti.
Al contrario, gli ungulati rientrano nella macchia, consapevoli che la luce li espone meglio ai predatori.
Sento l'ultimo canto della civetta, anche lei si ritira dopo una notte di caccia.
Davvero curioso vedere quanto riesca a mangiare un singolo cervo in mezz'ora, strappando anche cinque o sei spighe alla volta.
Forse dovrei suggerire al contadino di recintare ?
A questa regola non mi sono mai sottratto, è parte di un rituale mattutino, una serie di gesti automatici indispensabili per svegliarsi ed uscire di casa senza aver dimenticato nulla.
Sembrerebbe che anche i cervi seguano questa regola ferrea e direi che hanno una preferenza per i cereali freschi.
Ne vanno ghiotti, con buona pace del contadino che non ha pensato di recintare i suoi campi coltivati.
Queste foto sono di fine aprile: mi ero svegliato prima che spuntasse il sole, per cercare di anticiparli.
Ricordo di aver scelto come nascondiglio un fosso e di aver scattato oltre quattrocento foto a questo splendido gruppo.
Mi piaceva il primo piano sfuocato del grano, non mi piaceva il fatto che, per non farmi individuare, sono rimasto un'ora immobile in una posizione scomodissima.
L'atmosfera che si respira prima dell'alba non è facile da descrivere se non la si vive.
Il buio che precede la luce del primo sole è silenzioso, si avverte una specie di tensione nell'aria: gli uccellini sembrano attendere con ansia il sole per cominciare le proprie attività.
E' un crescendo di canti e fischi e voli sempre più frequenti.
Al contrario, gli ungulati rientrano nella macchia, consapevoli che la luce li espone meglio ai predatori.
Sento l'ultimo canto della civetta, anche lei si ritira dopo una notte di caccia.
Davvero curioso vedere quanto riesca a mangiare un singolo cervo in mezz'ora, strappando anche cinque o sei spighe alla volta.
Forse dovrei suggerire al contadino di recintare ?

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Ciao Guchi!