90 Tele-Elmarit
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| Leica 90 Tele-Elmarit (11800) @f/2 |
Se hai la fortuna di avere una passione di qualche tipo e se per qualsivoglia motivo sei costretto a limitarla, essa, solitamente, rimane viva da qualche parte.
Per passione intendo un'attività che non necessariamente ti porta alla perfezione del gesto legato ad essa e del suo risultato, ma che ti gratifica anche nel praticarla.
Nel mio caso, la fotografia ed i suoi processi rispondono a questa definizione.
Ho scoperto quasi fortuitamente che ci sono mezzi fotografici che permettono di aggiungere una variabile al processo che è difficilmente riproducibile anche dagli algoritmi digitali di post-produzione.
Molte delle lenti Leica non asferiche per il sistema M sono state disegnate per riprendere la realtà aggiungendone un certo carattere, da molti descritto come quasi 'impressionista'.
Tecnicamente queste lenti hanno un elevato micro-contrasto, sono contraddistinte da uno sfuocato che sfuma progressivamente e sfruttano la non eccessiva correzione delle aberrazioni ottiche per aggiungere all'immagine un carattere di piacevole plasticità e toni delicati.
Queste lenti sono meccanicamente ineccepibili e quindi davvero piacevoli da maneggiare.
Fotografare con questa attrezzatura è già per me gratificante, le immagini che produce mi appagano ed alimentano la voglia di continuare ad utilizzarla ed in definitiva si consolida la mia passione per la fotografia.
Ho acquistato di recente un Tele-Elmarit 90 prima serie (5 lenti - codice 11800), un piccolo tele obiettivo Leica prodotto dal 1966 al 1974 sui disegni del geniale Herr Walter Mandler.
A f/2.8 i bordi del fotogramma sono volutamente sfumati e la nitidezza totale non è tagliente, rendendolo perfetto per i ritratti.
Chiudendo a f/4 il micro contrasto aumenta, diventando un quasi tutto fare, ottimo anche per paesaggi.
Il 'nano' aggiunge il suo speciale carattere ad ogni immagine e spesso il risultato è così piacevole che non è necessario correggere contrasto, saturazione o altri parametri, l'immagine è spesso già equilibrata così com è.
Non tutto è perfetto: il 90mm su una macchina a telemetro non perdona, sbagliare la messa a fuoco è molto probabile ed il sensore digitale da questo punto di vista è impietoso.
Klimt dipinse molti dei suoi paesaggi utilizzando un cannocchiale per isolare l'attenzione su alcuni particolari che spesso sfuggono guardando l'insieme.
Sono rimasto spesso ipnotizzato dai sui campi di fiori selvatici, senza capire esattamente il perchè, passando molto più tempo ad ammirare l'angolo di una sua tela pieno di piccoli fiori che il suo famoso bacio...
Così, inseguendo queste immagini inarrivabili continuo a fotografare i campi incolti a primavera, utilizzando questi mezzi lenti, fuori moda e fuori tempo.






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